Trikona

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Trikona

‘Trikona’ in sanscrito vuol dire tre angoli. In quest’opera la disposizione della tele che formano un grande triangolo con la punta rivolta verso l’alto ha un ruolo centrale: non solo dal punto di vista puramente visivo che invita ad un movimento dello sguardo che scorre dal basso verso l’alto, ma anche da un punto di vista di natura concettuale, ossia i molti significati sul piano simbolico di questa figura geometrica. La scrittura, come in  InvocazioniMantra e molte altre opere dell’artista è un’altro aspetto importante: sono stralci di un mantra dedicato a Durgafigura divina femminile simbolo nell’Induismo della potenza cosmica primordiale. I segni di scrittura, scorrono verso l’alto interagendo con apparizioni, forme, presenze, di impossibile identificazione.
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Fin dall’antichità più remota, in tutte le culture al triangolo e al numero tre vengono associati importanti significati simbolici. Il triangolo con la punta rivolta verso l’alto, con varianti relative all’area di appartenenza culturale, tende a rappresentare il Fuoco, l’anelito verso il Divino. La scelta del sanscrito per il titolo di quest’opera è un’indizio: un accenno sotto traccia, alla disciplina dello yoga di cui l’artista è seguace e che è l’orizzonte di pensiero che accomuna diverse sue opere come Asana BrailleAsana Nerofumo, Asana Cenere, Asana Xilografie, Asana Guazzi Suryanamaskara.

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Trikona, 15 affreschi riportati su tela, ferro, cm. 30×40 cad. 2021


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